Coliformi nell’acqua potabile a Lund

Interrompo il silenzio, che mi sono appena resa conto essere durato quasi un anno (!!!), per raccontare dell’amenità che stiamo vivendo in questi giorni qui a Lund, che mi ha inevitabilmente fatto pensare ad una certa altra cosa riguardante l’acqua dell’acquedotto protrattasi per due (se non mi ricordo male?) estati di fila al Giuncheto. Prima di tutto le doverose scuse a coloro che leggono il blog, cioè tre persone, per non aver fornito nessuna documentazione della mia vita dalla fine dello scorso anno accademico. Di novità e vicissitudini ce ne sono state, sì, ma i tre visitatori del blog già le conoscono e diciamo che queste ‘esperienze’ mi hanno tenuto un tantinello impegnata fino ad ora. Adesso, con più di due terzi della tesi già scritta, posso concedermi mezz’ora per aggiornarvi di tanto in tanto (ma non fateci l’abitudine, conoscendomi scriverò di nuovo tra 6 mesi!). OK, detto questo, iniziamo.

Ieri sera verso le 7 sono tornata a casa da una lunga passeggiata verso e nel centro della città (più o meno 7 kms andata e ritorno) e avevo come la sensazione che qualcosa stesse succedendo. Forse il fatto di vivere a 500 metri da un supermercato e vedere gente con carrelli pieni di acqua in bottiglia mi avrebbe potuto insospettire, ma niente. Entro in casa, accendo il pc per rimettermi a scrivere e trovo il messaggio di un mio amico thailandese sul social network usato per scambiarsi opinioni e appunti tra studenti del nostro master (è uno del primo anno) che mette il link dell’agenzia che si occupa delle acque potabili, reflue e della nettezza della regione sud (Scania) chiedendo se il suo svedese sia abbastanza buono da capire che siano stati trovati batteri nell’acqua dell’acquedotto di Lund e altre 5 cittadine nelle vicinanze. Vado a leggere, moccolando in turco perchè lo svedese è una lingua incomprensibilmente semplice (per poi scoprire stamani che questa sia una delle poche istituzioni con la pagina web disponibile anche in inglese!!) e dalla notizia postata ieri sera sembra che ci siano batteri nelle nostre acque  e, quindi, fino a quando non fosse stato fatto un nuovo test (stamattina) ci invitavano a bollire l’acqua prima di berla e fare tante altre cose tipo lavare le verdure etc etc. Ovviamente con tanto di lista di cosa poter fare con l’acqua bollita e cosa poter fare con quella non bollita, per i più sprovveduti. La cosa che mi ha affascinato è stata la prontezza delle autorità ad informare il cittadino. Ancora non so di che mi stupisca visto che sono in un Paese così attento al benessere dei suoi cittadini, sotto tutti i sensi. Comunque, appena letta la notizia il social network inizia ad esplodere di news sulla bollitura dell’acqua, da parte di Polizia, agenzie del comune etc., le quali hanno prontamente messo notizie in merito sulle homepage dei loro siti. Poi, vista l’importanza della situazione, mi arriva pure un’email dall’agenzia che gestisce le case per studenti in cui risiedo adesso avvertendo  del misfatto. Stamani sulla homepage della VASYD hanno scritto che si tratta di batteri coliformi ma che ancora non ne conoscono il tipo e quindi faranno un altro test oggi pomeriggio. Ora che ho controllato mentre scrivo qui, hanno pure messo una sezione con le FAQs in tempo reale su come fare se uno si ammala, se usare o meno solo il bollitore (onnipresente nelle case svedesi) e addirittura se gli studi dentistici posso aprire al pubblico oggi (-_-)… Comunque, la risposta è stata veloce, e la gente si è procurata acqua in bottiglia (ovviamente frizzante perchè quella naturale non la vendono) oppure può andare a prendere acqua potabile nelle varie stazioni create dal comune. Certamente, la VASYD dice che hanno riscontrato questa anomalia nel contenuto di batteri dallo scorso venerdì, ma che doveva aspettare i risultati dei test di follow-up per vedere se avvertirci o meno, quindi di acqua tra venerdì e ieri ne è stata bevuta a fiumi e come minimo qualcuno ricomincerà a ..beh avete capito, anche se vorrei molto scriverlo su un blog (!!), ma speriamo di no. Per adesso, tutto ok.

Passando a quello cui mi abbia fatto pensare questa situazione, credo che chi legga abbia già capito a cosa mi riferisca. Per la cronaca faccio un piccolo sunto anche di questo. Non mi ricordo precisamente lo spettro temporale, ma sono sicura che si trattasse di almeno due estati di fila, in cui l’unico rubinetto di acqua potabile che abbiamo in casa al Giuncheto, buttasse acqua così puzzolente che pure la roba lavata e poi cucinata ad altissime temperature continuasse a puzzare di marcio (sì, mamma, sto parlando dell’arista). La risposta nel piccolo borgo è stata data dalle rivendicazioni di diritto di una sola famiglia sulla qualità (e in recenti estati, anche la quantità) dell’acqua fornitaci dalla Publiacqua. Tale risposta è stata: chiamate innumerevoli al call center dove dover rispiegare tutta la situazione da capo ogni volta per poi far passare l’ennesimo operatore svogliato di casa a far finta di fare test scuotendo la testa come a pensare “ma queste sono pazze”, oppure sentirselo dire in faccia che non sia minimamente possibile che l’acqua sia troppo o troppo poco medicata. Morale della favola, una volta trovato un operatore serio, venne fuori che qualcosa che non andasse c’era in quell’acqua, anche se apparentemente roba minore. Con questa efficienza, l’unica cosa che uno può continuare a chiedersi è: “chissà quanta mer*a abbiamo bevuto senza averne la minima idea!?”.  E non diciamo che sia al Giuncheto perchè è campagna..o quasiasi altra scusa del genere. Perchè negli anni vissuti a Firenze prima di partire per la Svezia, ho perso il conto di quante volte l’acqua fosse gialla, marrone, puzzasse, avesse terra tanto da far scricchiolare i denti, etc. Mai senza un’avvertimento di possibile presenza di sostanze nocive da parte di nessuna autorità.

A decidere se qualcosa ci fosse ma non ci sia stato detto niente o se magari non ci fosse stato niente di per sè, sta a voi.

La Svezia che non vuoi immaginare

Salve a quelli che leggono, ora che ho un po’ di tempo ne approfitto per scrivere due righe in merito a qualcosa che mi ha realmente sconcertato (inutile chiedere scusa per il ritmo con cui aggiorno il blog, ma veramente le giornate non sono di 24 ore quando hai esami su esami e pochissimo tempo per prepararti). L’oggetto del post deriva dal fatto di voler rispondere a questo altro post http://voingiappone.wordpress.com/2011/11/10/scusi-mi-sa-per-caso-dire/, visto che si sente dire che Giappone e Svezia siano molto simili in molti aspetti.

Ok, iniziamo con le pratiche che ho dovuto sbrigare appena arrivata per rendere legale il mio soggiorno in Svezia. Esatto, “legale”, anche se vengo da un Paese UE. Paradossalmente, è più facile risiedere legalmente in Svezia se si è un extracomunitario (visto che non devi fare altro che fare domanda per il visto all’ambasciata) che se si viene da un Paese UE. Innanzi tutto ci sono essenzialmente due cose che devono essere fatte: fare domanda al “Migrationsverket” (che come si capisce dal nome è l’ufficio Immigrazione.. ripeto, vengo dall’UE) per una specie di registrazione di residenza e poi richiedere che ti venga attribuito il cosiddetto “Personnummer”, che è praticamente il nostro codice fiscale, allo Skatteverket (Ufficio Tasse e Servizi Anagrafici vari). Una volta che ti sia stato dato il Personnummer e l’Ufficio Immigrazioni ti registra (nel mio caso come studente) per una validità di.. “fino a che ci stai”, i due uffici fanno un controllo incrociato e sei schedato ben bene anche quà. Il Personnummer serve (ti dicono allo skatteverket, fornendotila prima informazionetotalmente ERRATA) per aprire per esempio un conto corrente, oppure iniziare un contratto con qualsiasi gestore telefonico (per l’abbonamento ad Internet), etc.. insomma per vivere come se tu fossi un cittadino svedese. Quando lessi di questa cosa dall’Italia ero tutta gasata, visto che sembrava positivo e soprattutto facile da ottenere.

Ma andiamo con ordine. La prima volta che mi sono recata allo Skatteverket per il Personnummer (rigorosamente sempre tutto a Malmo visto che lo stesso ufficio di Lund fornisce la metà dei servizi di quell’altro), ci sono andata con una ragazza che abitava con me in questa casa fino a poco tempo fa (kossovara, ma che ormai in Svezia da anni, parla perfettamente svedese e ha la cittadinanza.. è bene sottolineare). Non che ce ne fosse bisogno, ma voleva aiutarmi in tutti i modi. Una volta arrivati, vi trovate in un ufficio immenso con un punto informazioni poco dopo l’entrata dove dovete spiegare all’omino o donnina di turno cosa avete bisogno di fare e loro vi danno il numero per la coda ed eventualmente, i moduli che dovete riempire prima che sia il vostro turno al banco. Rigorosamente tutto il Svedese. In effetti, anche se chiedi i moduli in Inglese, non tutti sono stati tradotti. Grazie alla ragazza che mi aveva accompagnato ho potuto riempire il foglio (erano 2 settimane che ero arrivata e ancora non avevo molta comprensione di questa lingua astruserrima), cercando di fare il prima possibile per evitare di fare brutte figure e non aver ancora finito la compilazione una volta arrivata davanti all’impiegato statale. Certo, se fossi stata un po’ meno concentrata sul modulo e attenta al mondo intorno a me, me la sarei presa con comodo visto che mi sarei resa conto del fatto che su una quindicina di postazioni ne erano aperte solo 3. In pieno orario di lavoro di un giorno feriale. Due ore per avanzare di un numero e mezzo. Ma dov’è che sono industriosi, lavorano un monte e in modo efficiente? In Giappone forse, non lo so, qui no (seguono altri esempi). Una volta arrivati davanti all’impiegato, dovete incrociare le dita e sperare di aver intuito correttamente cosa vogliano da voi. Mi sembra di essere in Italia. Ciò significa che anche se pur di evitare di fare la spola tra casa e ufficio (40 minuti di bus) vi siete andati a leggere le informazioni pubblicate sul sito, rigorosamente solo in Svedese, e le avete capite, magari avete frainteso comunque. E la pratica non può partire dall’ufficio. Per richiedere il numero ci sono una serie di documenti che devono ovviamente essere presentati, la cui descrizione sul sito è qualcosa di così approssimativo che è snervante e frustante. Ripeto, mi sembra di non aver lasciato l’Italia. Sebbene ci fosse un foglio che non andasse propriamente bene in quelli che avevo allegato io, fortunatamente la donnina di turno che trovai quella volta mi fece partire la pratica in ogni caso. Fermi, aspettate, non gioite o pensiate “oh, hai visto, non ti lamentare è stata gentile”. Per arrivare a ciò dovete passare attraverso una sequela di insulti che vi parrà di essere in guerra.. Per esempio, il documento che non andava bene era quello attestante il fatto che io avessi a disposizione abbastanza soldi per autofinanziarmi e non gravare sullo Stato (anche se, se sei uno studente non svedese, non hai nessun finanziamento, quindi è altamente inutile dubitare che tu non venga già quassù con i soldi,ma vabbè.). Non ti danno linee-guida su cosa portare (tipo foglio della banca o autocertificazione) e poi si lamentano perchè , cito, “avresti dovuto saperlo prima di venire”. Come avrei fatto? Se sul sito non ci sono informazioni (questa parte era fortunatamente in inglese) e se chiami il servizio clienti non ti rispondono? (ovviamente ho chiamato in orario di apertura eh..non c’era nemmeno l’attesa per le linee occupate. semplicemente non risposero) .. Altra cosa da attestare è la tua identità. Allora te tutta contenta di aver sorpassato il primo scalino ed essere a metà del muro che si erge tra te (straniero…ah, paura, razzismo a palla) e l’impiegato (che serve il Paese migliore del mondo), tiri fuori la tua carte d’identità italiana…. e vieni derisa. Mi è stato riso nel viso perchè la CI è di carta e “sembra uno straccetto”. In più, ha realmente dubitato del suo valore legale ed è andata ad accertarsi che in Italia, quella fosse la forma delle più comune carte d’identità. Ridendo tutto il tempo e parlando in svedese con la mia accompagnatrice che, sapendo che io non capivo, era imbarazzatissima.. chissà cosa le sia stato detto (in seguito ho chiesto, ma ha evitato il discorso). Naturalmente, un quarto d’ora a riderti nel viso, con te che covi e pensi “boia, ma sono capitata in Repubblica Ceca?” (mi ricorderò sempre la scortesia della donnina della biglietteria della tramvia a Praga che visto che non parlavo ceco non esitò a dircene di tutti i colori, ovviamente in ceco). Quando poi questa non smette di ridere e addirittura mostra la CI ad altri colleghi dicendo qualcosa come “guarda qui, quant’è divertente” (= det är roligt, är det inte? una frase che anche un bambino capisce e che ovviamente è una delle prime cose che impari e che ho quindi capito benissimo), decidi che magari anche se non sei soddisfatto del Paese di provenienza, riderti nel viso in quel modo è altamente scortese e dici “è da un po’ che ride, ma che ci creda o no questo documento ha valore legale nel mio Paese”, cercando stupidamente di non essere scortese e ti vene risposto “appunto, tornatene nel tuo Paese”. Dopo aver pure sentito questo, devi prostrarti e ringraziare l’impiegata che di buon cuore ti ha fatto partire la pratica anche se non tutti i documenti andavano bene. Interessante, no?

Passiamo al resto. Se Dio vuole all’Ufficio Immigrazioni non ho incontrato alcun intoppo o situazione del genere. A parte il fatto che ti dicono di andare di persona a depositare la domanda, di nuovo con documenti definiti in modo arbitrario e altamente inesatto, direttamente all’Ufficio se vuoi che la pratica parta più velocemente – sempre a Malmoe  – e poi quando ci arrivi e fai la coda ti danno una bella busta delle poste e ti dicono “metti tutto dentro e imbucala nella buca della posta che si trova dentro l’androne dove ti sei messo in coda aspettando il tuo turno e credendo di parlare di nuovo con un impiegato statale .. morale della favola, i soldi buttati per andare a malmoe sarebbero stati ugualmente utilizzati nel pagamento del francobollo se avessi spedito il tutto da casa, e avrei pure risparmiato tempo. Yay!

La cosa che mi abbia sconcertato di più è stata l’assistenza al cliente nei vari negozi. Mi ci sono volute due settimane e 4-5 viaggi in negozio per trovare una persona competente che rispondesse a tutte le domande senza mettersi sulle difensive e augurarti una buona giornata prima ancora che tu decida di volertene andare (= con te ho finito, guarda di levarti dai coglioni). Per rispondere a cosa mi ha detto i mi fratello (la macchina è oliata e funziona tutto bene, quindi siamo noi che ci si fa le seghe mentali per nulla).. meno male mi sono fatta una sega mentale in più e sono tornata a chiedere perchè qui le clausoline scritte rigorosamente in svedese e basta e in minuscolo dietro in fondo al foglio ci sono eccome!  Ma fortunatamente adesso ho risolto tutto e gli sono andata sonoramente.. in un certo posto.

Ma veniamo alla cosa che ha fatto traboccare il vaso! Ricordate che ho scritto che all’anagrafe ti dicono di stare tranquilla perchè con il personnumer puoi fare tutto quello che vuoi? E’ una balla disumana. Con la Carta d’Identità Svedese puoi fare tutto quello che vuoi. Non con il semplice numero. Ovviamente questa carta non è altro che l’ennesimo balzello, visto che non c’è scritto altro che il personnummer e l’indirizzo di residenza, con il classico chip e la fototessera. Per la cifretta di soli 45€. Una volta uscita dalla banca, che ti dice che se vuoi aprire un conto con l’home banking (0 bonifici gratis) ti serve questa carta (altrimenti ciccia e per ogni bonifico devi pagare una tassa di 7€), ti vai a leggere le info sul sito su cosa serve per richiederla (sezione in inglese) e ti rechi a pagare il balzello dato che devi rigorosamente farlo prima di tornare allo Skatteverket e fare domanda. Lo fai felice di aver tutto sotto controllo e di avere tutto quello che ti serve per richiederla. Una volta all’Ufficio, sempre il solito di Malmoe, ti viene detto che la carta d’identità del tuo Paese non è valida e che è valido solo il passaporto – che io, non essendo mai andata fuori dall’UE, naturalmente non ho. Ma il bello viene quando fai il domandone! “Come faccio a riprendermi i soldi che vi ho già pagato per la tessera?” e ti viene risposto “E’ semplice, ci sono due modi: il primo è che ti viene dato un assegno, ma per riscuoterlo devi mostrarci la tua carta d’identità svedese; il secondo è che invece dell’assegno puoi richiedere l’addebito sul tuo conto corrente svedese”. Misono cascate letteralmente le palle. Ora, non guardiamo che io qui ho già almeno due amiche che hanno un contro corrente svedese e quindi posso chiedere loro di farsi addebitare la mia somma e poi riscuoterla.. ma mi spiegate dove stia la logica nel fatto di dover mostrare la carta d’identità svedese per riscuoter i soldi che hai versato per richiederla quando non l’hai potuta richiedere? Circolo vizioso. Se non altro il pagamento dura 2 anni e quindi  posso farmi il passaporto e mandarli in un altro certo posto, richiedendo la tessera e sistemando tutto a Gennaio/Febbraio. Alla fine torni a casa a mani vuote e pensando se tu ti sia ritrovata nel posto altamente civilizzato che tutti nel Paese da cui provieni credono che tu sia.

Scusate, post lungo, lo so.. ma spero di essere stata abbastanza chiara nei miei intenti! Seguirà un post sulla mia nuova Mustang e il compleanno ad Helsingborg (credo) tra un pochino.. ah, e vi risparmio quello sul razzismo imperante che mi ha fatto definire come “l’anello mancante tra l’uomo (noi Svedesi) e le scimmie (africani) perchè vieni da un Paese del Mediterraneo”. Non era una battuta.

Alla prossima!

Copenaghen e due settimane di foco

Ok, BOIA, lo ammetto, sono pigra come poche! Mi sono appena resa conto che ormai già un mese intero (pure di più) sia passato dall’ultimo post, quindi provo a combinare le uniche due cose successe in questo ultimo mese in un post unico (perchè sono stancherrima).

Allora, prima di tutto Copenaghen! Ebbene sì, finalmente dopo tutto il tempo che dicevo praticamente a tutti che mi sarebbe piaciuto andare a Copenaghen, ci sono stata! La figata è che da qui mi basta una quarantina di minuti di treno e 20€ A/R. In effetti è abbastanza economico tenendo di conto il fatto di dover passare sopra il mare e di entrare in un altro Stato! La città è bellissima..anche se per me tra essere qui (Lund) e essere là non mi cambiava praticamente nulla (visto che il sud della Svezia era parte del territorio della Danimarca – Lund stessa è una città fondata dai danesi). Quindi visto Malmö, vista Copenaghen! Comunque, era un sabato pomeriggio (credo il 3 Settembre, quindi ormai già una vita fa), il tempo era favoloso e caldo (caldo = max 17°C!!!!!) e la città era piena di gente… già, era davvero piena di gente! Sarà che è la capitale, sarà che stando qui nella sottopopolata Svezia da un po’, mi sembrava che ci fosse una folla disumana..boh,non lo so, comunque tra turisti e cittadini c’era un gran bel casino!

 Il centro della città è in stile settecentesco (più che altro), ma fine del secolo e inizio Romanticismo, quindi gli edifici sono molto elaborati, ma non dei cazzotti in un occhio, fortunatamente.. principalmente di marmo e quindi bianchi, o di mattoncini rossi. MA la cosa che mi ha letteralmente lasciato senza fiato è stata la parte nord-ovest del centro della città.. quella che si attraversa se ci si reca verso la tanto famigerata (quanto insignificante dopo averla vista) Sirenetta! E questa parte della città è costituita da edifici dai muri dipinti tra giallo, ocra, terra di siena e arancione, in una miriade di sfumature tra questi differenti toni di colore. Questo è l’angolo di Copenaghen che mi sia piaciuto di più..la foto non rende, ma era una corte interna, chiamata Rose Garden, ovviamente inaccessibile se non con la bicicletta e con tavolini e panche di legno per stare a cazzeggio! Un signore mi ha anche salutato molto cordialmente mentre facevo la foto, con un sorriso misto a “chissà perchè questa stia facendo una foto a casa mia, non c’è nulla di eccezionale qui!”. E l’onnipresenza delle biciclette in qualsiasi angolo delle strade e della città, rende queste capitali del nord talmente affascinanti che vorresti solo avere una macchina fotografica migliore che ti desse la possibilità di catturare l’essenza del momento, più che la scena che ti trovi davanti. Altra cosa che mi ha affascinato, è stata la citadella, primo nucleo della città dove adesso risiede parte del governo bla bla…da fuori non si vede niente perchè è inscritta, come è ovvio, dentro una fortificazione  a stella, come qualsiasi cittadella europea…..poi quando sono arrivata a varcare una delle due entrate mi sono senta come un’ebete. Guardando la foto vi sembra che siamo in Europa? A me no! Ho iniziato a saltellare qua e là per vedermela tutta visto che mi sentivo dentro la stazione termale di Chihiro ne “La Città Incantata” (se non lo conoscete fatti vostri 😀 ).. o meglio mi sembrava di essere in un qualche paese asiatico, con edifici dalle  mura rosse e pagode dai tetti ricurvi! La figata è che c’è tutto un camminamento lungo le mura (a livello rialzato rispetto alla strada dove passa la macchina qui accanto) e , nemmeno a dirlo, me lo sono fatto tutto… ultima cosa, ho trovato sparse per la città in tutto 5 coppie che si sposavano quel giorno e che lo facevano all’aperto, in luoghi pubblici (la cittadella o il castello dei re, etc..), il che ha dato a quella giornata un che di fiabesco, non saprei come spiegarlo!

Passando a cose meno carine, i PRIMI ESAMI sono passati! La ragione principale per la quale non posto più nulla sul blog è proprio questa………la mole invereconda di studio che devo affrontare ogni giorno… e il fatto di dover stare davanti al pc a studiare dalla mattina alla sera, poi me lo fa odiare, onde questi sono i risultati! Insomma, due settimane fa….MA CHE DICO?! 9 giorni fa ci è stato consegnato il primo esame (a conclusione del primo corso), da svolgere a casa sottoforma di 4 essays di 3 pagine l’uno per ogni sottoarea in Asia da consegnare entro la mattina del 26 (21 sera – 26 entro le 9 di mattina, alla fin fine praticamente solo 4 giorni). Lo studio da affrontare per questa cosa era decisamente al di sopra della media per un esame di 6 crediti fatto in Italia (e visto che più o meno studio la stessa roba e loro usano il cosiddetto “Bologna Framework”, posso dirlo con certezza). La preparazione è stata intensa e a dir poco massacrante. Nonostante avessi letto praticamente tutto il materiale via via durante il corso, il tutto è stato quite demanding! Con l’obiettivo di scriverne uno al giorno (e dovendo ristudiare tutto il materiale giorno per giorno in base all’area coperta), la routine chemi ha sfiancato è stata, in soldoni: sveglia alle 7/7.30 -> studio in casa -> arrivo a lund in biblioteca per le 10 (orario di aperture delle biblioteche) -> 45 minuti di pausa per il pranzo (sandwich con poco e nulla dentro, molto spesso solo con la crema di pesce buonissima che c’è quassù!) -> bus verso casa + un’ora di pausa per la cena -> studio e scrittura fino alle 3! -> svegli alle 7 e così via!!! Ora che ripenso mi viene da ridere perchè mi spiego sempre di più la reazione che il mio corpo stia avendo oggi! (ma ci arriverò tra breve). La figata pazzesca è stata che, dopo aver consegnato gli esami il 26 mattina, lo stesso giorno alle 13 mi è iniziato il corso successivo! YAY! Il che vuol dire, con questo sistema, che mi sono rimessa a studiare alle 8 di mattina senza nemmeno un minuto di riposo, in vista dell’esame che ho avuto oggi! woohoo! Praticamente il voto dato al seminario di oggi vale il 15% del voto finale all’esame di questo corso..quindi non è stato un vero e proprio esame, ma insomma ecco abbiamo dovuto comunque scrivere un essay. Paragone tra Thailandia e Cambogia dal punto di vista di regime politico, democratizzazione e sviluppi futuri – ineressante!!. Maa prescindere da questo, tutto ciò ha voluto dire che ho avuto la stessa routine di cui sopra dal 27 ad oggi pomeriggio. Infatti, è per motivo che in tarda serata me  ne sono scappata subito a fare una spesa immensa qui vicino perchè in pratica erano 9 giorni che non avevo mai nemmeno un secondo per poterlo fare. E il mio corpo richiede almeno 12 ore filate di dormita! Fin dalle 3 di oggi pomeriggio, dopo aver finito il seminario, il cervello deve aver detto al corpo qualcosa come “ok, missione compiuta, non hai più bisogno di funzionare per bene fino alal prossima” e in effetti mi sono addormentata sull’autobus, non riesco a muovermi senza ululare dal dolore alla schiena e lacrimo sempre dal sonno e dalgi sbadigli! Ora sono libera fino a domenica mattina, quando devo ricominciare a studiare per il lunedì in vista del nuovo seminario (= altra percentuale del voto per l’esame) della prossima settimana. Il mio cervello ha bisogno di una cavolo di stop!!!!!! Non credo di essere fatta per reggere sto ritmo, così ci sfiancano!

In soldoni, questa è la mia vita ultimamente, quindi…non vi lamentate se non mi faccio sentire, come vedete è un casino anche solo trovare un po’ di tempo per dormire o, più semplicemente, vivere al di fuori dallo studio!

alla prossima….ahahah, chissà quando, ahhahaha!!!

På Malmö Festivalen!

Oggi sono stata a Malmö, su consiglio e richiesta di  una ragazza che vive in questa casa perchè non voleva assolutamente che me lo perdessi!

Gentilezza a parte, il Festival non era un granchè (ma non glielo dite agli svedesi della Scania perchè ne vanno strafieri di questo festival!).

Praticamente è un gran fierone di Scandicci o perdono che dir si voglia, con tanto di giostre che però prende tutto il centro della città vecchia di Malmö.

Ho mangiato le mini ciambelline e PER LA PRIMA VOLTA nella mia vita un BUONISSIMO cinese (noodles con qualche cosa cipollosa dentro e un petto di pollo fritto in un modo che manco lo sembrava infilzato in uno stecco da spiedo di quelli da spiedino)!

La cosa che mi è piaciuta di più, comunque, è che nell’area cibo c’erano le solite specialità da tutto il mondo, solo che stavolta era veramente TUTTO il mondo dato che c’era roba cinese, giapponese, thai, libanese, greca, messicana, svedese, africana, argentina, araba, turca, jugoslava e tedesca. Mancavano solo i vietnamiti!

La città vale la pena tornare a vederla quando non c’è tutta questa gente perchè davvero non si riusciva nemmeno a camminare, come si vede dalle foto fatte appositamente per far vedere il Festivalen e non la città!

Sverige är ett konstigt land, men fascinerande

Exactly. As you might guess from the title of this post (he~he~), Sweden is a weird country, yet fascinating! Both the adjectives were thoughtfully chosen and reflect how little I know – still – of this land!

I think it’s strange because the people here are extremely sensitive towards environmental problems and to how to preserve the common good which is Nature (yep, with capital letter).. sliced cold meat tubs made of an odd material, paper but “plastic”-coated with some vegetable thing (that way it is not tetrapak, which by the way was invented by Swedish people too), which does not get wet due to the contact with meat but it may easily biodegrade (?!).. it’s hard to pay spray deodorants less than roll-ons because they are bad for the hole in the ozone layer.. and yesterday night I even found out that just a few people smoke because many of them are still used to applying little snuff packages on their gums above their teeth – instead of litting a cigarette – since, actually, they can be easily biodegraded and do not harm other people’s health (after all, if they smoke, they do it in hidden places because I don’t see anyone smoking down the street). BUT if you go to the supermarket, you still find plastic bags!!!! Here it is one of the reasons why I think they’re weird (in a completely honest and benevolent way) !

As far as the fascinating part is concerned.. I don’t know how to put it in words, maybe when we travel everything looks more fascinating. Yet, there’s something ethereal and without time in this 70.000-inhabitant town, which is invaded by soooo many students that its population gets up to 100.000 inhabitants every fall. Maybe it’s the fact that everyone ride their bike and when you cross the street you must be careful not to be hit by a bike, and not by a car. Or maybe it’s the fact that there aren’t any barrack-like buildings either in its outskirts, neither in IDEON Park, where my “department” is – the Centre for East and South-East Asian Studies – (below).

Or maybe it’s the fact that all the houses are built with either red or pale yellow bricks and it makes you think you have stepped into a fairy tale world..or maybe that among the citizens still exists the same custom of more than a century ago to arrive 15 minutes late to dates or appointments (or even uni lectures) set at some hour o’clock due to the fact that they did not wear clocks and they knew what time it was by hearing the Dome bells ringing.

I don’t know, I don’t see frenzy but much cheerfulness mixed with a little bit of fanatical organization!

Until now, uni appointments went very easily and smoothly. Everyone strive to help you and make things easier for you. Yet, they’re so easy that I have almost already done everything I need for university and I can say I take the rest of the days as a holiday until Aug. 29th, when I am supposed to start the Master courses.

The weather is not that good (it’s raining heavily and steadily at the moment); yet I expected something like this.. I am in Sweden after all, I coulnd’t expect people cheerfully going to the sea and bathe into the Öresund, right? Indeed I could have! Swedish people still go to the beach and in town they wear very light clothes (shorts and T-shirts), yet being 12-13°C.  I am wondering, rethorically, how will the well-known Scandinavian winter be!

As for now, the landscape is like this… hmmm, I call it landscape but I am actually in the LTH park (LTH is Lunds Tekniska Högskola) . A few steps from the Centre where I’ll be studying in.. birds, old stones, grass and many bikes!

Bra! Jag är mycket trött… så det är allt för nu!

Say, I am very tired… so it’s everything for now!

Sverige är ett konstigt land, men fascinerande

Esatto. Come si vede dal titolo (he~he~), la Svezia è un Paese strano, ma affascinante! Entrambi gli aggettivi sono scelti volutamente e riflettono quanto poco conosca – ancora – di questa terra vichinga!

Mi sento di dire che sia strana perchè il popolo è veramente troppo sensibile ai problemi ambientali e a come preservare il bene comune che è la Natura (sì, con la N maiuscola).. vaschette per affettati fatti di un materiale strano, cartaceo ma plastificato con qualcosa di vegetale (in modo da non essere tetrapak, anche se sono stati lor ad inventare quest’ultimo) che non si inumidisce con il contatto dato dalla carne ma si può facilmente biodegradare.. impossibile trovare deodoranti spray perchè fanno male al buco dell’ozono.. e ieri sera ho pure scoperto che in pochi fumano e molti hanno ancora l’usanza di mettersi i pacchettini di tabacco sulle gengive – invece di accendersi la sacrosanta sigaretta – perchè, appunto, sono biodegradabili e non danneggiano la salute altrui (e comunque se fumano, lo fanno veramente in posti non visibili perchè per strada nessuno fuma). PERO’ vai al supermercato e ti trovi ancora le buste in plastica!!!! Ecco uno dei motivi per i quali penso che siano strani!

Per quanto riguarda il fascino.. non saprei come spiegarlo, sarà che quando si viaggia tutto ci sembra più affascinante. Ma c’è qualcosa di etereo e senza tempo in questa cittadina di 70.000 abitanti, che viene invasa da frotte di stranieri ogni autunno tanto da arrivare a conteggiarne 100.000 di abitanti. Sarà che tutti vanno in bici e che quando attraversi la strada devi stare attento a non farti mettere sotto da una “cykel” (på Svenska!), più che da una macchina. Sarà che non esistono casermoni nemmeno in periferia, nemmeno nell’ IDEON Park, dove c’è il mio “dipartimento” – il Centro per gli studi dell’Asia orientale e Sud-Orientale – (qui sotto).

Sarà che le case sono tutte in mattoncini rossi o giallini che ti sembra di essere nel paesino delle fatine brillantinose..o sarà il fatto che ancora tra gli abitanti vige l’usanza risalente a più di un secolo fa di arrivare con un quarto d’ora di ritardo agli appuntamenti (o lezioni universitarie) fissati all’inizio di ogni ora perchè – non avendo ancora gli orologi – a quel tempo si basavano sul rintocco delle campane della Domkyrka, il Duomo che durano appunto 15 minuti.. non so, non vedo frenesia ma tanta allegria mista ad organizzazione  maniacale!

Per ora le cose e gli appuntamenti universitari sono andati lisci come l’olio e tutti si fanno in quattro per darti una mano e renderti le cose più semplici. Solo che sono così semplici che ho già quasi fatto tutto e ora diciamo che mi posso prendere una vacanza fino al 29,quando dovrò andare a registrarmi al corso e gli studi inizieranno definitivamente!

Il tempo non sembra essere dei migliori (al momento sta diluviando), ma comunque me lo aspettavo.. alla fin fine sono ad una latitudine in cui non ci si possa aspettare di andare tutti allegramente al mare a fare il bagno sull’ Öresund, giusto? E invece si! Loro ci vanno e sulla spiaggia come in città mettono le loro grazie al vento, con pantaloncini stringatissimi – uomini e donne – e canottiere o T-shirt a 12°-13°C con un vento così forte che solo camminare sembra scalare una montagna………… mi chiedo, molto retoricamente, come sarà il buon vecchio inverno scandinavo che ha falciato migliaia di soldati russi nella Guerra d’Inverno nel 1940 donando la vittoria e l’indipendenza ai finlandesi! Sì, ok, Finlandia e non Svezia….ma non credo che cambi molto. Si vedrà.

Per ora il paesaggio è così… hmmm, dico paesaggio ma non sono chissà quanto fuori dalla città, anzi. Questa foto in realtà è stata fatta nel parco di millemila ettari in cui risiede l’LTH , ovvero la Lunds Tekniska Högskola, che comprende tutte le materia di carattere scientifico. A pochi passi dal centro di ricerca dove frequenterò tutte le mie lezioni.. uccellini, pietra, erba e tante biciclette!

Bra! Jag är mycket trött… så det är allt för nu!

Ovvero, sono molto stanca ..questo è tutto per ora!

From London to Lund

As some of you already know, thanks to the Austerity Plan issued by the British Government we have been cut off the few chosen (millionaires) people who actually can have access to education in the UK (say, they cut all the scholarships, the ones for European students above all the others). And I found myself shifting from London (8 millions of inhabitants) to Lund – in Sweden – (73.840 inhabitants during the uni semesters’ period) in a blink of an eye. In August I will start with the Master in Asian Studies I have been accepted to, at Lund University. Inevitably, this blog will become the diary of my life in Sweden (if I will actually have enough spare time for posting!!). So, I will swap from English into Italian, in order to avoid any kind of incomprehension.

I will translate the posts in English anyway, so that my friends living throughout the world may be able to understand something too!