Coliformi nell’acqua potabile a Lund

Interrompo il silenzio, che mi sono appena resa conto essere durato quasi un anno (!!!), per raccontare dell’amenità che stiamo vivendo in questi giorni qui a Lund, che mi ha inevitabilmente fatto pensare ad una certa altra cosa riguardante l’acqua dell’acquedotto protrattasi per due (se non mi ricordo male?) estati di fila al Giuncheto. Prima di tutto le doverose scuse a coloro che leggono il blog, cioè tre persone, per non aver fornito nessuna documentazione della mia vita dalla fine dello scorso anno accademico. Di novità e vicissitudini ce ne sono state, sì, ma i tre visitatori del blog già le conoscono e diciamo che queste ‘esperienze’ mi hanno tenuto un tantinello impegnata fino ad ora. Adesso, con più di due terzi della tesi già scritta, posso concedermi mezz’ora per aggiornarvi di tanto in tanto (ma non fateci l’abitudine, conoscendomi scriverò di nuovo tra 6 mesi!). OK, detto questo, iniziamo.

Ieri sera verso le 7 sono tornata a casa da una lunga passeggiata verso e nel centro della città (più o meno 7 kms andata e ritorno) e avevo come la sensazione che qualcosa stesse succedendo. Forse il fatto di vivere a 500 metri da un supermercato e vedere gente con carrelli pieni di acqua in bottiglia mi avrebbe potuto insospettire, ma niente. Entro in casa, accendo il pc per rimettermi a scrivere e trovo il messaggio di un mio amico thailandese sul social network usato per scambiarsi opinioni e appunti tra studenti del nostro master (è uno del primo anno) che mette il link dell’agenzia che si occupa delle acque potabili, reflue e della nettezza della regione sud (Scania) chiedendo se il suo svedese sia abbastanza buono da capire che siano stati trovati batteri nell’acqua dell’acquedotto di Lund e altre 5 cittadine nelle vicinanze. Vado a leggere, moccolando in turco perchè lo svedese è una lingua incomprensibilmente semplice (per poi scoprire stamani che questa sia una delle poche istituzioni con la pagina web disponibile anche in inglese!!) e dalla notizia postata ieri sera sembra che ci siano batteri nelle nostre acque  e, quindi, fino a quando non fosse stato fatto un nuovo test (stamattina) ci invitavano a bollire l’acqua prima di berla e fare tante altre cose tipo lavare le verdure etc etc. Ovviamente con tanto di lista di cosa poter fare con l’acqua bollita e cosa poter fare con quella non bollita, per i più sprovveduti. La cosa che mi ha affascinato è stata la prontezza delle autorità ad informare il cittadino. Ancora non so di che mi stupisca visto che sono in un Paese così attento al benessere dei suoi cittadini, sotto tutti i sensi. Comunque, appena letta la notizia il social network inizia ad esplodere di news sulla bollitura dell’acqua, da parte di Polizia, agenzie del comune etc., le quali hanno prontamente messo notizie in merito sulle homepage dei loro siti. Poi, vista l’importanza della situazione, mi arriva pure un’email dall’agenzia che gestisce le case per studenti in cui risiedo adesso avvertendo  del misfatto. Stamani sulla homepage della VASYD hanno scritto che si tratta di batteri coliformi ma che ancora non ne conoscono il tipo e quindi faranno un altro test oggi pomeriggio. Ora che ho controllato mentre scrivo qui, hanno pure messo una sezione con le FAQs in tempo reale su come fare se uno si ammala, se usare o meno solo il bollitore (onnipresente nelle case svedesi) e addirittura se gli studi dentistici posso aprire al pubblico oggi (-_-)… Comunque, la risposta è stata veloce, e la gente si è procurata acqua in bottiglia (ovviamente frizzante perchè quella naturale non la vendono) oppure può andare a prendere acqua potabile nelle varie stazioni create dal comune. Certamente, la VASYD dice che hanno riscontrato questa anomalia nel contenuto di batteri dallo scorso venerdì, ma che doveva aspettare i risultati dei test di follow-up per vedere se avvertirci o meno, quindi di acqua tra venerdì e ieri ne è stata bevuta a fiumi e come minimo qualcuno ricomincerà a ..beh avete capito, anche se vorrei molto scriverlo su un blog (!!), ma speriamo di no. Per adesso, tutto ok.

Passando a quello cui mi abbia fatto pensare questa situazione, credo che chi legga abbia già capito a cosa mi riferisca. Per la cronaca faccio un piccolo sunto anche di questo. Non mi ricordo precisamente lo spettro temporale, ma sono sicura che si trattasse di almeno due estati di fila, in cui l’unico rubinetto di acqua potabile che abbiamo in casa al Giuncheto, buttasse acqua così puzzolente che pure la roba lavata e poi cucinata ad altissime temperature continuasse a puzzare di marcio (sì, mamma, sto parlando dell’arista). La risposta nel piccolo borgo è stata data dalle rivendicazioni di diritto di una sola famiglia sulla qualità (e in recenti estati, anche la quantità) dell’acqua fornitaci dalla Publiacqua. Tale risposta è stata: chiamate innumerevoli al call center dove dover rispiegare tutta la situazione da capo ogni volta per poi far passare l’ennesimo operatore svogliato di casa a far finta di fare test scuotendo la testa come a pensare “ma queste sono pazze”, oppure sentirselo dire in faccia che non sia minimamente possibile che l’acqua sia troppo o troppo poco medicata. Morale della favola, una volta trovato un operatore serio, venne fuori che qualcosa che non andasse c’era in quell’acqua, anche se apparentemente roba minore. Con questa efficienza, l’unica cosa che uno può continuare a chiedersi è: “chissà quanta mer*a abbiamo bevuto senza averne la minima idea!?”.  E non diciamo che sia al Giuncheto perchè è campagna..o quasiasi altra scusa del genere. Perchè negli anni vissuti a Firenze prima di partire per la Svezia, ho perso il conto di quante volte l’acqua fosse gialla, marrone, puzzasse, avesse terra tanto da far scricchiolare i denti, etc. Mai senza un’avvertimento di possibile presenza di sostanze nocive da parte di nessuna autorità.

A decidere se qualcosa ci fosse ma non ci sia stato detto niente o se magari non ci fosse stato niente di per sè, sta a voi.