Editoria

Ah, quasi dimenticavo….che dire del nuovo progetto di legge in corso di approvazione riguardo l’editoria (la c.d. legge Levi-Prodi) – giuridicamente parlando, il disegno di legge 3 agosto 2007 -?! Beh, intanto, sappiamo un po’ tutti per quale motivo sia venuta fuori una legge del genere, per coloro che non ci arrivano, beh..vi dicono niente le parole V-day, Grillo, 8 settembre 2007?!
Ok, bene. Adesso pero’ bisogna cercare di analizzare un po’ più a fondo questo testo, secondo il mio modesto avviso.. quindi, secondo l’art. 2, c.1 "Per prodotto editoriale si intende ogni prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma con la quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso" (certo, è anche vero che secondo il c.3 dello stesso articolo, "la disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici ed audiovisivi"..perchè non sono prodotti di intrattenimento e divulgazione?!).
Seguendo, si incontra l’art. 7 denominato appunto "Attività editoriale su Internet", i cui commi affermano che: c.1 "L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) dei soggetti che svolgono attività editoriale su Internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa" e c.2 " Per le attività editoriali svolte su Internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.".
Ok, quindi, da questo cosa se ne deduce? Che ruolo hanno i blogger all’interno del testo di questo diesgno di legge? la risposta non dovrebbe tardare molto ad arrivare anche perchè si è pensato bene di prevedere un articolo speciale proprio per laregolamentazione in materia… il problema fondamentalmente risulta essere uno: se la responsabilità è quella connessa ai reati a mezzo stampa, beh, ciò significa che le sanzioni non saranno pipù solo pecuniarie, ma si potrebbe incorrere anche in sanzioni penali…per aver detto ciò che si pensa su Internet, che ..beh, diciamo è uno spazio globale e in quanto globale, libero.
Da studentessa di scienza politiche, al momento concentrata sul corso di diritto costituzionale, mi viene molto facilmente da pensare "ma, allora, anche se non si tratta espressamente di censura di cui all’art. 21 c.2 della nostra Costituzione, si tratta di prevenzione?". Nel senso: se il c. 1 dell’art 21, Cost. afferma che "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di comunicazione" (in questa ultima fattispecie rientra oggi Internet, non al momento specificabile, in quanto inesistente al momento della redazione del testo costituzionale), ed il c. 2 dello stesso articolo specifica che "la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure"…. questa nuova disposizione che impone l’iscrizione al ROC e demanda la responsabilità giuridica a colui a cui spetta il compito di dare giust’appunto l’AUTORIZZAZIONE alla pubblicazione delle informazioni (vedi sopra), non si discosta in qualche modo proprio dalla fondamentale legittimità costituzionale?
Questa è la domanda intorno alla quale vertono i dibattiti. Tutto quello che posso dire io è che, credo, si sia capito da questo ost come la pensi… lascio a voi ogni altro tipo di commento, così che possiate espremere SEMPRE liberamente la vostra opinione.
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